|
RICERCA PER ARTICOLI
STATUTO COMUNALE
(adottato con deliberazione
di Consiglio Comunale n° 21 del 22/06/2001)
PRINCIPI FONDAMENTALI
- Il comune di Podenzano ente autonomo entro l'unità della
Repubblica, nell'ambito dei principi fissati dalla Costituzione,
dalla normativa comunitaria CEE, dalle leggi generali
della Repubblica, dalle Leggi Regionali e dal presente
Statuto, rappresenta la Comunità di coloro che vivono
nel territorio comunale, ne cura gli interessi e ne promuove
lo sviluppo.
- Il Governo della comunità si realizza secondo i principi,
i poteri e gli istituti contenuti nel presente Statuto
e nei Regolamenti in esso previsti.
- La comunità podenzanese fa proprio il principio fondante
della carta delle Nazioni Unite atto a sviluppare, tra
le Nazioni, relazioni amichevoli fondate sul rispetto
del diritto di autodeterminazione ed ad operare al solo
fine di consolidare la pace nel mondo e la fratellanza
tra i popoli.
- Il comune di Podenzano:
a) si riconosce in un sistema statuale unitario basato
sul principio dell'autonomia degli enti locali;
b) considerata la peculiare realtà territoriale e sociale
in cui si colloca, rivendica per sé e per gli altri comuni
uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche
locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nell'organizzazione
dei servizi pubblici o di pubblico interesse, nel rispetto
del principio di sussidiarietà, secondo cui la responsabilità
pubblica compete all'autorità territorialmente e funzionalmente
più vicina ai cittadini.
Art.
2
Finalità
- Il comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile,
sociale ed economico della propria comunità ispirandosi
ai valori ed agli obiettivi della Costituzione.
- Il comune persegue la collaborazione e la cooperazione
con tutti i soggetti pubblici e privati e promuove la
partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche
e sindacali alla amministrazione.
- Il comune promuove azioni per favorire pari opportunità
tra donne e uomini. Favorisce una organizzazione della
vita della comunità per meglio rispondere ai bisogni dei
cittadini e delle famiglie.
Armonizza gli orari dei servizi con le esigenze più generali
dei cittadini.
Il comune attua specifiche azioni positive volte ad evitare
le discriminazioni a carico delle donne e a rimuovere
gli ostacoli che di fatto impediscano il pieno ed effettivo
godimento da parte loro dei diritti di cittadinanza.
- Promuove le più ampie iniziative in materia di assistenza,
integrazione sociale e diritti delle persone disabili.
Il Regolamento disciplina le modalità di coordinamento
dei servizi operanti in questo ambito.
- La sfera di governo del comune è costituita dall'ambito
territoriale degli interessi.
- Il comune ispira la propria azione ai seguenti criteri
e principi:
a. la promozione della funzione sociale dell'iniziativa
economica, pubblica e privata, anche attraverso lo sviluppo
di forme di associazionismo economico e di cooperazione
e di solidarietà.
b. Il sostegno alla realizzazione di un sistema globale
ed integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva della
persona anche con le attività delle organizzazioni di
volontariato.
c. La tutela e lo sviluppo delle risorse naturali ambientali,
storiche e culturali presenti nel proprio territorio per
garantire alla collettività una migliore qualità della
vita.
d. L'imparzialità, il buon andamento, la razionalità e
l'economicità dell'azione amministrativa la cui efficienza
ed efficacia si concreti nella diminuzione dei tempi di
risposta da parte dell'Amministrazione ai bisogni della
collettività.
e. Rispetto e tutela delle diversità etniche, linguistiche,
culturali, religiose e politiche, anche attraverso la
promozione dei valori e della cultura della tolleranza.
f. Il riconoscimento della centralità della persona e
della sua dignità, che viene valorizzata attraverso l'attenta
considerazione delle diverse forme nelle quali si esprime
e favorendone il libero sviluppo.
g. Il riconoscimento e la tutela della famiglia quale
società naturale, sede primaria dello sviluppo della persona.
h. La valorizzazione della tradizione e del costume locale,
anche attraverso collaborazioni con enti, istituzioni
ed associazioni culturale.
Art.
3
Lo Statuto
- Il presente Statuto è l'atto fondamentale che garantisce
e regola l'esercizio dell'autonomia normativa ed organizzativa
del comune, nell'ambito dei principi fissati dalla legge.
- Lo Statuto, costituisce la fonte normativa che, attuando
i principi costituzionali e legislativi dell'autonomia
locale, determina l'ordinamento generale del comune, ne
indirizza e regola i procedimenti e gli atti secondo il
principio della legalità.
- Il Consiglio Comunale adegua i contenuti dello Statuto
al processo di evoluzione della società civile, assicurando
costante coerenza fra la normativa statutaria e le condizioni
sociali, economiche e civili della Comunità.
- La conoscenza dello Statuto da parte dei Cittadini sarà
assicurata nelle forme previste dalla legge.
Art.
4
Territorio e sede
- Il territorio del comune si estende per Kmq 44,58; confinante
con i Comuni di: a Nord con Piacenza, a Est con San Giorgio
e Pontenure, a Sud con Vigolzone e ad Ovest con Gossolengo
e Rivergaro;
- Le adunanze degli organi elettivi collegiali si svolgono
nella sede comunale presso l'Auditorium Comunale. Per
particolari esigenze, il Consiglio può riunirsi anche
in luoghi diversi dalla propria sede.
Art.
5
Stemma e gonfalone
- Lo Stemma del comune di Podenzano raffigura uno scudo
troncato; nel primo d'azzurro al castello torricellato
di uno, merlato alla ghibellina, d'argento, la parte centrale
sormontata da una colomba dal volo abbassato, al naturale,
raggiata d'oro; nel 2° spaccato inchiavato d'argento e
di rosso. Lo scudo è incorniciato da una corona di foglie
per metà di ulivo e per l'atra metà di quercia.
- Il Gonfalone del comune di Podenzano consiste in un
drappo a sfondo blu recante lo stemma del comune con la
dicitura dorata "comune di Podenzano". Esso può essere
esibito nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze.
- L'uso e la riproduzione di tali simboli, per fini non
istituzionali, sono vietati salva specifica autorizzazione
scritta del Sindaco.
- Il Regolamento disciplina l'uso del gonfalone e dello
Stemma, nonché i casi di concessione in uso dello Stemma
ad enti o associazioni, operanti nel territorio comunale
e le relative modalità.
Art.
6
Albo Pretorio
- All'ingresso del palazzo civico deve essere individuato
apposito spazio da destinare ad "Albo Pretorio", per la
pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge,
dallo Statuto e dai Regolamenti.
- La pubblicazione deve garantire l'accessibilità, l'integralità
e la facilità di lettura a tutti.
- Il Segretario Comunale cura l'affissione degli atti
di cui al primo comma avvalendosi di un Messo Comunale
e, su attestazione di questo, ne certifica l'avvenuta
pubblicazione.
- Il Messo Comunale è responsabile della pubblicazione
e della tenuta dell'apposito registro da cui devono risultare
gli estremi della pubblicazione.
- Al fine di garantire a tutti i cittadini adeguata informazione
sono previste, con apposito Regolamento sul diritto dei
cittadini all'accesso ai documenti amministrativi, ulteriori
forme di pubblicità sull'attività del comune.
Art.
7
Consiglio comunale dei ragazzi
- Il comune allo scopo di favorire la partecipazione dei
ragazzi alla vita collettiva può promuovere l'elezione
del consiglio comunale dei ragazzi, che può deliberare
in via consultiva nelle materie di interesse comunale.
Art.
8
Programmazione
- Per il perseguimento delle finalità di cui all'art.
2, il comune assume la programmazione come metodo di intervento
e definisce gli obbiettivi della propria azione mediante
programmi generali e programmi settoriali, coordinati
con strumenti programmatori della Regione e della Provincia.
- Nell'attuazione della programmazione e nel perseguimento
dei suoi fini, il comune adegua la propria organizzazione
ai principi della separazione tra indirizzo politico amministrativo
e responsabilità gestionale, nonché ai criteri di legittimità,
economicità, efficienza ed efficacia garantiti con il
metodo del controllo di gestione.
Art.
9
Funzioni del comune
- Il comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli
interessi e ne promuove lo sviluppo.
- Il comune è titolare di funzioni proprie, che sono esercitate
secondo le disposizioni dello Statuto e dei Regolamenti.
- Il comune esercita, altresì, secondo le leggi statali
e regionali, le funzioni attribuite o delegate dallo Stato
e dalla Regione.
- Concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti
nei piani e programmi dello Stato e della Regione e provvede,
per quanto di propria competenza, alla loro specificazione
ed attuazione.
- Funzioni preminenti del comune sono, in coerenza e attuazione
delle leggi di settore:
A - Tutela della salute
- Il comune concorre a garantire nell'ambito delle
sue competenze il diritto alla salute; attua idonei
strumenti per renderlo effettivo, con particolare
riguardo alla tutela della salubrità e della sicurezza
dell'ambiente e del posto di lavoro, alla tutela della
maternità e dell'infanzia.
- Opera per l'attuazione di un efficiente servizio
di assistenza sociale, con speciale riferimento agli
anziani, ai minori, agli inabili ed invalidi.
B - Tutela del patrimonio naturale, storico, artistico
- Il comune adotta le misure necessarie a conservare
e difendere l'ambiente, attuando piani per la difesa
del suolo e del sottosuolo e per eliminare le cause
di inquinamento atmosferico, acustico e delle acque.
- Tutela il patrimonio storico, artistico e archeologico,
garantendone il godimento da parte della collettività.
- Promuove e sviluppa ogni iniziativa, anche partecipando
a quelle avviate da altri Enti locali, diretta ad
integrare il proprio territorio nell'ambito di parchi
naturali, nonché a perseguire la bonifica e la valorizzazione
del territorio.
C - Promozione dei beni culturali, dello sport e del tempo
libero
- Il comune promuove lo sviluppo dei patrimonio culturale,
anche nelle sue espressioni di lingua, di costume
e di tradizioni locali, anche mediante l'attività
della Biblioteca Comunale e di altri istituzioni operanti
nel settore.
- Incoraggia e favorisce lo sport dilettantistico
ed il turismo sociale e giovanile.
- Per il raggiungimento di tali finalità il comune
favorisce l'istituzione di enti, organismi ed associazioni
culturali, ricreative e sportive, promuove la creazione
di idonee strutture, servizi ed impianti.
- I modi di utilizzo delle strutture, dei servizi
ed impianti saranno disciplinati dal regolamento che
dovrà, altresì, prevedere il concorso degli enti,
organismi ed associazioni alle sole spese di gestione,
salvo che non sia prevista la gratuità per particolari
finalità di carattere sociale, perseguite dagli enti.
D - Assetto ed utilizzazione del territorio
- Il comune promuove ed attua un organico assetto
del territorio, nel quadro di un programmato sviluppo
degli insediamenti umani, delle infrastrutture sociali
e degli impianti industriali, turistici e commerciali.
- Realizza piani di sviluppo dell'edilizia residenziale
pubblica, al fine di assicurare il diritto all'abitazione.
- Predispone la realizzazione di opere di urbanizzazione
primaria e secondaria, secondo le esigenze e le priorità
definite dai Piani Pluriennali di attuazione.
- Attua un sistema coordinato di trasporti, di traffico
e di circolazione, adeguato ai fabbisogni di mobilità
della popolazione residente, con particolare riguardo
alle esigenze lavorative e scolastiche.
- Predispone idonei strumenti di pronto intervento
da prestare al verificarsi di pubbliche calamità.
- Il Sindaco esercita il controllo e la vigilanza
urbanistica ed edilizia e ne sanziona la violazione
con gli strumenti predisposti dalle leggi statali
e regionali.
E - Tutela dell'ambiente
- Il comune in materia di tutela dell'ambiente provvede:
a) al controllo degli scarichi pubblici e privati;
b) ad attuare gli interventi di sua competenza per
la protezione della natura;
c) ad attuare, infine, tutti gli interventi ritenuti
necessari per la protezione dell'ambiente.
F - Sviluppo economico
- Il comune coordina le attività commerciali e favorisce
l'organizzazione razionale dell'apparato distributivo,
al fine di garantire la migliore funzionalità e produttività
del servizio da rendere al consumatore.
- Tutela e promuove lo sviluppo dell'artigianato;
adotta iniziative atte a stimolarne l'attività e ne
favorisce l'associazionismo, al fine di consentire
una più vasta collocazione dei prodotti ed una più
equa remunerazione del lavoro.
- Sviluppa le attività turistiche, promuovendo il
rinnovamento e l'ordinata espansione delle attrezzature
e dei servizi ricettivi.
- Il comune promuove e sostiene forme associative
e di autogestione fra lavoratori dipendenti ed autonomi.
- Valorizza le forme associative e cooperative attraverso
incentivazioni di carattere tecnico organizzativo
o economico finanziario, informazioni sui dati di
cui è in possesso l'Amministrazione, consultazioni
riguardanti la formazione degli atti generali.
G - Assistenza sociale, istruzione e cultura
- Il comune promuove le condizioni per rendere effettivi
il diritto allo studio, all'assistenza ed alla sicurezza
sociale. Assicura a tutti i cittadini l'accesso ai
servizi sociali, con particolare riguardo a quelli
inerenti all'abitazione, all'assistenza anziani, portatori
di handicap e minori. Incoraggia e favorisce l'istruzione
e il progresso della cultura in tutte le sue forme
di libera manifestazione.
H - Partecipazione, decentramento, cooperazione
- Il comune realizza la propria autonomia assicurando
la effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività
politica ed amministrativa dell'Ente secondo i principi
stabiliti dall'art. 3 della Costituzione e dall'art.
6 della Legge 8 giugno 1990, n. 142.
- Riconosce che presupposto della partecipazione è
l'informazione sui programmi, sulle decisioni e sui
provvedimenti comunali e cura, a tal fine, l'istituzione
di mezzi e strumenti idonei, organizzando incontri,
convegni mostre, rassegne, stabilendo rapporti permanenti
con gli organi di comunicazione di massa. È prevista
la pubblicazione e la distribuzione a tutte le famiglie,
almeno una volta l'anno, di un periodico informativo
comunale sull'attività dell'amministrazione.
- Al fine di rendere efficace l'esercizio delle
funzioni di cui al comma 5 lettera "A" (Tutela alla salute)
ed "E" (Tutela dell'ambiente), l'amministrazione assicura
forme distinte e periodiche di accesso agli atti riguardanti
la materia, chiede agli Enti preposti monitoraggi periodici
in ordine allo stato della salute e dell'ambiente, attua
modalità specifiche di informazione per le categorie di
cittadini interessati anche in forma telematica.
- In particolare per quanto concerne procedimenti amministrativi
che riguardino variazioni o nuovi insediamenti di attività
insalubri o di attività che per emissioni di gas o altre
esalazioni, vapori, fumi, scolo di acque, rifiuti solidi
e liquidi, rumori, radiazioni ionizzanti e non, possono
risultare di pericolo, danno o molestia alle persone,
l'amministrazione fornisce preventiva informazione ai
cittadini più direttamente interessati ed alle associazioni
di fatto coinvolte nei problemi ambientali e sanitari,
presenti sul territorio.
- Le modalità per l'applicazione del settimo comma verranno
precisate con apposito regolamento.
- Sono fatte salve le limitazioni ed esclusioni per garantire
il diritto alla riservatezza in ordine all'applicazione
dei commi 6,7 e 8.
Art.
10
L'attività amministrativa
- L'attività amministrativa del comune deve essere informata
ai principi della partecipazione democratica, dell'imparzialità
e della trasparenza delle decisioni, degli atti, della
semplificazione delle procedure e del decentramento.
- La semplificazione del procedimento e dell'azione amministrativa
costituiscono obiettivo primario degli organi elettivi
e dell'organizzazione burocratica, ed i risultati conseguiti
sono almeno annualmente verificati dal Consiglio Comunale
e resi noti ai cittadini.
- Apposite norme del presente Statuto e dei Regolamenti
attuano le disposizioni stabilite dalla Legge 7 agosto
1990, n. 241, garantendo ai cittadini interessati l'informazione
e la partecipazione di procedimento amministrativo.
Art.
11
Collaborazione con altri enti
- Per lo svolgimento più efficiente e coordinato o economicamente
più vantaggioso di determinati servizi e funzioni, il
comune si avvale delle forme associative e di cooperazione
previste dalla legge.
- Per quanto riguarda l'ambito sovracomunale particolare
rilevanza viene data alla conferenza permanente degli
amministratori dei sei Comuni della Val Nure.
- Il comune adegua la propria attività amministrativa
al principio di collaborazione con la Provincia, al fine
di coordinare l'attività medesima con le esigenze sovracomunali.
In tal senso promuove e aderisce con propria valutazione
alle iniziative di carattere provinciale con beneficio
pure per il territorio comunale.
Art.
12
Gestione dei servizi
- Il comune gestisce i propri servizi pubblici in uno
dei modi previsti dalla legge, scegliendo di volta in
volta la forma più opportuna in relazione alle dimensioni
ed alla rilevanza sociale, tecnica ed economica del servizio
stesso.
- I rapporti con gli utenti fanno capo ad un ufficio segretariale,
collegato alle modalità decentrate dei servizi di cui
al precedente articolo 4.
Art.
13
Potere regolamentare
- Il Consiglio comunale e la Giunta sono competenti a
deliberare regolamenti ai sensi di legge e del presente
statuto.
- I Regolamenti comunali che non riguardino l'ordinamento
degli uffici e dei servizi, ovvero il funzionamento degli
organi, divengono operanti solo dopo la pubblicazione
all'Albo Pretorio per quindici giorni consecutivi dopo
che sia divenuta esecutiva ai sensi di legge la deliberazione
che ne ha approvato il testo.
- Durante detti quindici giorni l'Amministrazione dovrà
provvedere a dar notizia ai cittadini con manifesti o
a mezzo di altri mezzi di diffusione, della normativa
contenuta nei Regolamenti, facendo esplicito avviso del
periodo di ripubblicazione di essi ai sensi del secondo
comma del presente articolo.
|
|
TITOLO I
ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE E DIFENSORE CIVICO
Capo I
RAPPORTI CON LA COMUNITÀ LOCALE
Art.
14
Associazionismo
- Il comune riconosce e promuove le forme di associazionismo
presenti sul proprio territorio.
- A tal fine, la Giunta Comunale, a istanza delle interessate,
registra le associazioni che operano sul territorio comunale,
ivi comprese le sezioni locali di associazioni a rilevanza
sovracomunale.
- Allo scopo di ottenere la registrazione è necessario
che l'associazione depositi in comune copia dell'atto
costitutivo, dello statuto e comunichi la sede ed i nominativi
dei legali rappresentanti.
Art.
15
Diritti delle Associazioni
- Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il
tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere
ai dati di cui è in possesso l'amministrazione e di essere
consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell'ente
nel settore in cui essa opera.
- Le scelte amministrative che incidono sull'attività
delle associazioni devono essere precedute dall'acquisizione
di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse.
- I pareri devono pervenire all'ente nei termini stabiliti
nella richiesta, che in ogni caso non devono essere inferiori
a 20 giorni.
Art.
16
Contributi delle Associazioni
- Il comune può erogare contributi economici alle associazioni,
con esclusione dei partiti politici, da destinarsi allo
svolgimento dell'attività associativa.
- Il comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni,
di cui al comma precedente, a titolo di contributi in
natura, strutture, beni e servizi in modo gratuito.
- Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento
delle strutture, beni o servizi dell'ente è stabilita
in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte
le associazioni pari opportunità.
- Il comune può gestire servizi in collaborazione con
le associazioni di volontariato riconosciute a livello
nazionale e inserite nell'apposito albo regionale.
Art.
17
Forme ed Organismi di partecipazione
- Il comune favorisce, con appositi interventi, le associazioni,
anche di volontariato, le società cooperative ed altri
enti che operino nei settori dell'assistenza, dell'ambiente,
della cultura, dello sport, delle attività ricreative,
educative e religiose, nei limiti e con le modalità stabilite
dal Regolamento
- Il comune può stipulare, con associazioni e società
cooperative ed altri enti operanti nei settori indicati
al comma 1. o similari, convenzioni a contenuto contrattuale
privatistico per una migliore e coordinata gestione di
servizi comunali.
- Il comune consulta le associazioni, le società cooperative
e gli altri enti di cui ai precedenti commi e gli stessi
possono chiedere di essere consultati in materie di interesse
collettivo.
- Fermi restando i principi stabiliti con la legge 7 agosto
1990 n. 241, il comune, nel procedimento relativo all'adozione
di atti che interessino specifiche categorie di cittadini,
procede, come metodo, alla consultazione degli interessati,
o direttamente o mediante questionari, assemblee, udienze
della Giunta comunale o delle competenti commissioni consiliari,
o indirettamente interpellando i rappresentanti di tali
categorie.
- Tali consultazioni saranno indette anche a richiesta
delle categorie interessate e saranno attuate tenendo
sempre conto degli interessi e delle esigenze particolari
e differenziate di ogni frazione.
- Quanto disposto con i precedenti commi non si applica
ai casi di adozione di atti relativi a tributi e di atti
per i quali la legge o lo Statuto prevedano apposite forme
di consultazione
Art.
18
Interventi nel procedimento amministrativo
- I cittadini ed i soggetti portatori di interessi coinvolti
in un procedimento amministrativo, hanno facoltà di intervenirvi,
tranne che per i casi espressamente esclusi dalla legge
e dai regolamenti comunali.
- La rappresentanza degli interessi da tutelare può avvenire
ad opera sia dei soggetti singoli che di soggetti collettivi
rappresentativi di interessi superindividuali.
- Il responsabile del procedimento, contestualmente all'inizio
dello stesso, ha l'obbligo d'informare gli interessati
mediante comunicazione personale contenente le indicazioni
previste per legge.
- Il Regolamento stabilisce quali siano i soggetti cui
le diverse categorie di atti debbano essere inviati, nonché
i dipendenti responsabili dei relativi procedimenti ovvero
i meccanismi di individuazione del responsabile del procedimento.
- In conformità alla legge, è sottratta alla partecipazione
anzidetta, l'attività del comune diretta alla emanazione
dei seguenti atti, per i quali restano ferme le particolari
norme che ne regolano la formazione:
a) atti normativi
b) atti amministrativi generali
c) atti di pianificazione e di programmazione
d) atti di natura tributaria e tariffaria
- Qualora sussistano particolari esigenze di celerità
o il numero dei destinatari o la indeterminatezza degli
stessi la renda particolarmente gravosa, è consentito
prescindere dalla comunicazione, provvedendo a mezzo di
pubblicazione all'albo pretorio o con altri mezzi, garantendo,
comunque, altre forme di idonea pubblicizzazione e informazione.
- Gli aventi diritto, entro 30 giorni dalla comunicazione
personale o dalla pubblicazione del provvedimento possono
presentare istanze, memorie scritte, proposte e documenti
pertinenti all'oggetto del procedimento.
- Il responsabile dell'istruttoria, entro 20 giorni dalla
ricezione delle richieste di cui al precedente comma 7,
deve pronunciarsi sull'accoglimento o meno e rimettere
le sue conclusioni all'organo comunale competente all'emanazione
del provvedimento finale.
- Il mancato o parziale accoglimento delle richieste e
delle sollecitazioni pervenute, deve essere adeguatamente
motivato nella premessa dell'atto e può essere preceduto
da contraddittorio orale.
- Se l'intervento partecipativo non concerne l'emanazione
di un provvedimento, l'amministrazione deve in ogni caso
esprimere per iscritto, entro 30 giorni, le proprie valutazioni
sull'istanza, la petizione e la proposta.
- I soggetti di cui al 1° comma, hanno altresì diritto
a prendere visione di tutti gli atti del procedimento,
salvo quelli che il Regolamento sottrae all'accesso.
Art.
19
Statuto dei Diritti del Contribuente per i Tributi comunali
- Gli Organi istituzionali o burocratici del Comune, nell'ambito
delle rispettive competenze concernenti tributi comunali,
a garanzia dei diritti dei soggetti obbligati, adeguano
i propri atti ed i propri comportamenti ai principi fissati
dalla Legge n. 212 del 27 luglio 2000, in tema di "Disposizioni
in materia di statuto dei diritti del contribuente".
- Per quanto compatibili, i principi indicati al comma
1 debbono essere osservati dagli Organi istituzionali
o burocratici del Comune, nell'ambito delle rispettive
competenze, anche per le entrate patrimoniali del Comune.
Art.
20
Istanze
- I cittadini, le associazioni, i comitati ed i soggetti
collettivi in genere possono rivolgere al Sindaco interrogazioni
con le quali si chiedono ragioni su specifici aspetti
delle attività dell'amministrazione.
- La risposta alle istanze viene fornita entro il termine
massimo di 30 giorni dal Sindaco o dal Segretario o dal
dipendente responsabile a seconda della natura politica
o gestionale dell'aspetto sollevato.
- Le modalità di presentazione delle istanze sono indicate
dal Regolamento sulla partecipazione, il quale deve prevedere
i tempi, la forma scritta o altra idonea forma di comunicazione
della risposta, nonché adeguate misure di pubblicità dell'istanza.
Art.
21
Petizioni
- Tutti i cittadini possono rivolgersi, in forma collettiva,
agli organi dell'amministrazione per sollecitarne l'intervento
su questioni di interesse generale o per esporre comuni
necessità.
- Il Regolamento di cui al terzo comma dell'art. 19 determina
la procedura della petizione, i tempi, le forme di pubblicità
e l'assegnazione all'organo competente, il quale procede
nell'esame e predispone le modalità d'intervento del comune
sulla questione sollevata o dispone l'archiviazione qualora
non ritenga di aderire all'indicazione contenuta nella
petizione. In quest'ultimo caso, il provvedimento conclusivo
dell'esame da parte dell'organo competente deve essere
espressamente motivato ed adeguatamente pubblicizzato.
- Le petizioni devono essere presentate per iscritto presso
l'Ufficio Protocollo e il Sindaco , entro 10 giorni dal
ricevimento, assegna la pratica all'ufficio competente
per la relativa istruttoria. La petizione è sottoposta
all'organo competente entro 60 giorni dalla data di protocollo
e le relative decisioni dovranno essere adottate entro
120 giorni dalla presentazione delle petizioni. Tutte
le petizioni e le relative risposte dovranno essere pubblicate,
a cura del Segretario Comunale, in una apposita sezione,
all'Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi.
- Se i termini previsti dal comma terzo non sono rispettati,
ciascun Consigliere può sollevare la questione in Consiglio,
chiedendo ragione al Sindaco del ritardo o provocando
una discussione sul contenuto della petizione. Il Sindaco
è comunque tenuto a porre la petizione all'ordine del
giorno della prima seduta del Consiglio.
- La procedura si chiude in ogni caso con un provvedimento
espresso, di cui è garantita al soggetto proponente la
comunicazione.
Art.
22
Proposte
- Il 10% dei cittadini iscritti nelle liste elettorali
può avanzare proposte per l'adozione di atti amministrativi
che il Sindaco trasmette entro 60 giorni successivi all'organo
competente, corredate dal parere dei responsabili dei
servizi interessati.
- L'organo competente deve sentire i proponenti dell'iniziativa
entro 30 giorni dalla presentazione della proposta.
- Il 2% dei cittadini elettori del comune possono presentare
proposte agli Organi Comunali con riferimento ai problemi
di rilevanza cittadina, di mero indirizzo politico quali
mozioni, e ordini del giorno. Il Sindaco provvede entro
30 giorni dalla presentazione a trasmettere le proposte
agli organi competenti ai fini dell'adozione degli atti
amministrativi conseguenti ovvero rigettare la proposta,
con provvedimento motivato.
- Le modalità di presentazione, esame, decisione ed autenticazione
delle firme sono stabilite dal Regolamento.
- Tra l'amministrazione comunale ed i proponenti si può
giungere alla stipulazione di accordi nel perseguimento
del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto
del provvedimento finale per cui è stata promossa l'iniziativa
popolare.
Capo II
REFERENDUM CONSULTIVI
Art.
23
Titolarità ed ambito di intervento
- L'Amministrazione Comunale riconosce il Referendum consultivo
come strumento incisivo di democrazia diretta e di partecipazione
dei cittadini alla gestione pubblica.
- I1 Sindaco indice il Referendum consultivo, previo parere
di ammissibilità da parte della commissione di cui al
successivo comma 5, quando lo richieda il 20% del corpo
elettorale ed entro 60 giorni dalla presentazione della
richiesta stessa.
- Il quesito referendario deve essere espresso con chiarezza
e deve riguardare una unica questione di interesse generale.
- Formano oggetto di referendum consultivo tutte le materie
di esclusiva competenza locale fatte salve quelle in materia
di tributi locali, di norme statutarie, quelle che risultino
avere un contenuto vincolato per effetto di una norma
statale o regionale.
- Per l'ammissibilità dei quesiti referendari e per la
conseguente indizione di referendum consultivo è istituita
un'apposita commissione composta da due esperti in materie
giuridiche nominati dal Consiglio Comunale e dal Segretario
Comunale, che avrà il compito di verificare l'ammissibilità
della richiesta referendaria e la regolarità delle firme
raccolte, relazionando in proposito al Sindaco e al Consiglio
Comunale.
- Non può essere proposto un referendum consultivo una
volta indetti i comizi elettorali o comunque in coincidenza
con altre operazioni di voto.
- E' fatto divieto di proporre identico referendum consultivo
prima che siano trascorsi 5 anni.
- Il referendum consultivo viene sospeso, previo parere
dell'apposita commissione, qualora il Consiglio Comunale
si adegui alla proposta fatta dai promotori del referendum
o per scioglimento del Consiglio Comunale.
- Le modalità di svolgimento del referendum (i tempi,
i modi, i quorum per le validità delle consultazioni,
la proclamazione dei risultati) dovranno essere disciplinati
da apposito regolamento.
Art.
24
Effetti del referendum
- Il referendum si intende valido quando alla consultazione
abbiano partecipato la metà più uno degli aventi diritto.
- Entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato da
parte del Sindaco, il Consiglio delibera i relativi e
conseguenti atti di indirizzo.
- Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie,
deve essere deliberato, con adeguate motivazioni, dalla
maggioranza dei consiglieri assegnati al comune.
Capo III
DIFESORE CIVICO
Art.
25
Istituzione dell'ufficio
- La tutela civica dei cittadini viene assicurata, nel
rispetto delle norme di trasparenza previste dalla legge
7agosto 1990, n. 241 ed in conformità con la stessa, allo
scopo di pervenire ad una amministrazione tendente a favorire
in modo equo e rapido le legittime istanze dei cittadini.
- A tal fine l'Amministrazione istituisce l'ufficio del
Difensore Civico il quale svolge il ruolo di garante dell'imparzialità
e del buon andamento della Pubblica Amministrazione, al
fine di assicurare una migliore tutela dei cittadini nei
confronti di provvedimenti, atti, fatti, comportamenti
ritardati, omessi o comunque irregolarmente compiuti dai
propri uffici.
- Il Difensore Civico agisce in particolare a tutela dei
diritti e degli interessi dei cittadini in attuazione
della legge 8 giugno 1990, n. 142, della Legge 7agosto
1990, a 24 1, del presente Statuto e dei Regolamenti del
comune.
Art.
26
Elezione del Difensore Civico
- In caso di mancata Convenzione con la Provincia o altri
Comuni, il Difensore Civico viene eletto dal Consiglio
Comunale, al di fuori del suo seno, a scrutinio segreto
con la maggioranza qualificata dei due terzi dei Consiglieri
assegnati, fra persone che diano garanzie di comprovata
competenza giuridico amministrativa, di imparzialità ed
indipendenza di giudizio. Qualora per due votazioni consecutive
la maggioranza richiesta non venga raggiunta, si dà luogo
ad una terza votazione con la quale è sufficiente la maggioranza
assoluta dei Consiglieri assegnati. Il Difensore Civico
cosi eletto dura in carica fino alla scadenza del Consiglio
che lo ha eletto e non è immediatamente rieleggibile.
In ogni caso esercita le sue funzioni fino alla elezione
del successore.
- Il Difensore, prima del suo insediamento, presta giuramento
nelle mani del Sindaco con la seguente formula: "Giuro
di osservare lealmente le leggi dello Stato di adempiere
le mie funzioni al solo scopo del pubblico bene".
- Al Difensore Civico viene corrisposta la indennità non
superiore a quella prevista per gli Assessori Comunali.
- Non sono eleggibili coloro che:
a) si trovino in condizioni di ineleggibilità o di incompatibilità
alla carica di Consigliere Comunale;
b) siano stati eletti nelle ultime elezioni per il Parlamento
Nazionale o Europeo o per un Consiglio Regionale, Provinciale
o Comunale, o siano Amministratori o garanti di Unità
Sanitaria Locale, ovvero Amministratori di Enti od Organismi
controllati dal comune;
c) abbiano ricoperto, con la precedente amministrazione,
la carica di Sindaco, Assessore o consigliere del comune
di Podenzano;
d) di coloro che nell'esercizio di una attività professionale
o commerciale intrattengano, o abbiano intrattenuto con
la precedente amministrazione, rapporti economici o professionali
non occasionali con l'Amministrazione Comunale;
e) siano dipendenti comunali;
f) i ministri di culto;
g) gli amministratori e i dipendenti di Enti, Istituti
e Aziende pubbliche o a partecipazione pubblica, nonché
di Enti e Imprese che abbiano rapporti contrattuale con
l'Amministrazione Comunale o che comunque ricevano da
essa a qualsiasi titolo, sovvenzioni o contributi;
h) chi sia coniuge o abbia rapporti di parentela o affinità
entro il quarto grado con amministratori del comune, suoi
dipendenti od il segretario comunale.
- Il Difensore Civico non può durante il mandato e nel
territorio comunale, svolgere attività politica in partiti
o gruppi politici.
- Chiunque può autocandidarsi o proporre candidature purché
in possesso dei requisiti previsti dal presente Statuto,
allegando dettagliato curriculum. Le proposte di candidatura
per la carica dì Difensore Civico sono rese pubbliche
preventivamente.
- Il Difensore Civico decade per le stesse cause per le
quali si perde la qualità di Consigliere o per sopravvenienza
di una delle cause di ineleggibilità indicate nel comma
precedente. La decadenza è pronunciata dal Consiglio su
proposta di uno dei Consiglieri Comunali. Può essere revocato
dall'ufficio con deliberazione motivata del Consiglio
per grave inadempienza ai doveri d'ufficio.
- In ogni caso il Difensore Civico Comunale può coordinare
la propria attività con quella di altri Difensori Civici
di Comuni contermini e comunque con quello Regionale o
Provinciale, anche attraverso l'utilizzo di strutture
comuni, sulla base di apposite convenzioni da approvarsi
dal Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei Consiglieri
assegnati.
Art.
27
Mezzi e prerogative
- L'ufficio del Difensore Civico ha sede presso idonei
locali messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale,
dotati di attrezzature d'ufficio e di quant'altro necessario
per il funzionamento dell'ufficio stesso.
- Il Difensore Civico può intervenire d'ufficio presso
il comune o le Aziende o gli Enti da esso dipendenti o
sovvenzionate, nonché presso Concessionari di servizi
pubblici comunali per accertare che il procedimento amministrativo
abbia regolare corso e che gli atti siano correttamente
e sollecitamente emanati.
- A tal fine il Difensore Civico:
- accede agli atti e alle strutture delle Amministrazioni
senza che possa essergli opposto il segreto d'ufficio,
fermo restando l'obbligo del Difensore Civico di osservare
tale segreto nei casi previsti dalla legge;
- trasmette agli Organi competenti i propri rilievi, a.
quali è data risposta motivata entro i termini fissati
dal Regolamento;
- formula eventuali proposte di modifica dell'organizzazione
per una migliore tutela dei diritti;
- convoca i responsabili dei procedimenti per esaminare
con essi le eventuali difficoltà che si frappongono per
la corretta e tempestiva conclusione dei medesimi;
- può richiedere agli Organi competenti l'esercizio dell'azione
disciplinare nei confronti dei dipendenti delle Amministrazioni;
gli Organi competenti sono tenuti ad esercitare tale azione
entro i termini stabiliti dal Regolamento, dandone immediata
notizia al Difensore Civico.
- Il Difensore Civico deve garantire il proprio interessamento
a vantaggio di chiunque si rivolga a lui; egli deve essere
disponibile per il pubblico nel suo ufficio almeno un
giorno alla settimana.
- Acquisite tutte le informazioni utili, rassegna verbalmente
o per iscritto, entro 30 giorni, il proprio parere al
cittadino richiedente ed al responsabile del procedimento
o all organo competente per l'adozione dell'atto.
- In caso di ritardo nell'emanazione dell'atto rispetto
ai termini previsti dalla normativa vigente, intima agli
Organi competenti a provvedere entro termini prefissati.
- Segnala agli Organi sovraordinati gli abusi, le disfunzioni,
le carenze ed i ritardi.
- Tutti i responsabili dei servizi sono tenuti a prestare
la massima collaborazione all'attività del Difensore Civico.
- Il Difensore Civico per le notizie apprese nell'esercizio
delle proprie funzioni è tenuto al segreto d'ufficio.
- Il Difensore Civico esercita il controllo sulle deliberazioni
comunali di cui all'art. 17, comma 38 della Legge 15 maggio
1997 n° 127 secondo le modalità previste dall'art. 17,
comma 39, dell'ultima legge citata.
- E' facoltà del Difensore Civico, quale garante dell'imparzialità
e del buon andamento delle attività della pubblica amministrazione
di presenziare, senza diritto di voto o di intervento,
alle sedute pubbliche delle commissioni concorsuali, aste
pubbliche, licitazioni private, appalti concorso. A tal
fine deve essere informato della data di dette riunioni.
Art.
28
Relazioni al Consiglio Comunale
Il Difensore Civico invia e/o presenta al Consiglio Comunale
entro il 31 marzo di ogni annuo, la relazione sull'attività
svolta nell'anno precedente segnalando in cui si sono verificati
i ritardi e le irregolarità e formulando osservazioni e
suggerimenti che ritiene più opportuni allo scopo di eliminarle.
Il Difensore Civico nella relazione di cui al primo comma
può altresì indicare proposte rivolte a migliorare il funzionamento
dell'attività amministrativa e l'efficienza dei servizi
pubblici, nonché a garantire l'imparzialità delle decisioni.
La relazione deve essere affissa all'albo pretorio, trasmessa
a tutti i consiglieri comunali e discussa entro 30 giorni
in consiglio comunale.
Il Difensore Civico viene sentito dal Consiglio e dalle
sue Commissioni quando essi lo ritengono opportuno. In caso
di particolare importanza od urgenza il Difensore Civico
a suo insindacabile giudizio può inoltrare una relazione
al Consiglio che provvede a discuterne in merito entro trenta
giorni dalla richiesta.
Il Consiglio Comunale esaminate le relazioni e tenuto
conto dei suggerimenti in essa formulati, adotta le determinazioni
di propria competenza che ritenga opportune.
|
|
TITOLO II
ORGANI DEL comune
Art.
29
Organi del comune
- Sono organi del comune: il Consiglio, la Giunta e il
Sindaco.
Capo I
IL CONSIGLIO COMUNALE
Sezione I
ORGANISMI DEL CONSIGLIO
Art.
30
Consigliere anziano
- E' Consigliere Anziano il Consigliere che ha riportato,
esclusi il Sindaco neoeletto ed i candidati alla carica
di Sindaco proclamati Consiglieri, la maggior cifra individuale
ai sensi di legge: a parità di voti colui che è maggiore
di età.
- Quando sia assente o impedito ovvero quando rifiuti
la presidenza assegnatagli dal presente Statuto, è considerato
Consigliere Anziano il Consigliere presente e consenziente
in possesso dei requisiti di cui al precedente comma 1.
Art.
31
Composizione dei gruppi consiliari
- I consiglieri comunali possono costituirsi in gruppi
consiliari composti anche da un solo consigliere, e ne
danno comunicazione al Sindaco ed al Segretario comunale
unitamente all'indicazione del nome del capogruppo.
- I gruppi consiliari, nel caso siano composti da almeno
due consiglieri, hanno diritto a riunirsi in un locale
comunale messo a disposizione, per tale scopo, dal Sindaco.
Art.
32
Conferenza dei capogruppo
- E' istituita presso il comune di Podenzano la conferenza
dei capogruppo, finalizzata a rispondere alle finalità
generali indicate dall'art. 31, comma 7 ter, della legge
142/90, e sue modifiche ed integrazioni.
- La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni
sono contenute nel regolamento del consiglio comunale.
Art.
33
Commissioni consiliari
- Il Consiglio Comunale istituisce a maggioranza assoluta
dei propri membri, nel suo seno, commissioni permanenti,
temporanee o speciali per fini di controllo, di garanzia,
di indagine, di inchiesta, di studio sull'attività dell'amministrazione.
- Il Regolamento del Consiglio Comunale disciplina il
loro numero, la durata in carica, le materie di competenza,
il funzionamento e la loro composizione garantendo la
partecipazione di tutti i gruppi consiliari.
- Per quanto riguarda le commissioni aventi funzione di
controllo e garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri
appartenenti ai gruppi consiliari di minoranza.
- Le commissioni possono invitare a partecipare ai propri
lavori Sindaco, Assessori, organismi associativi, funzionari
e rappresentanti di forze sociali, politiche ed economiche
per l'esame di specifici argomenti.
- Le commissioni sono tenute a sentire il Sindaco e gli
assessori ogni qualvolta questi lo richiedano.
- Le sedute delle commissioni consiliari sono pubbliche,
salvo i casi previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale.
Sezione II
FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO
Art.
34
Adempimenti preliminari dopo le elezioni
- Nella prima seduta successiva alle elezioni il Consiglio
comunale, convocato dal Sindaco neoeletto, entro dieci
giorni dalla proclamazione e da questi presieduto, esamina
quale primo adempimento, le condizioni di eleggibilità
degli eletti.
- La seduta è pubblica e la votazione è palese: ad essa
possono partecipare i Consiglieri delle cui cause ostative
si discute.
- Entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti, sono
presentate, da parte del Sindaco, sentita la Giunta comunale,
le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti
da realizzare durante il mandato politico amministrativo.
- Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di
intervenire nella definizione delle linee programmatiche,
proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche,
mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle
modalità indicate dal regolamento del consiglio comunale.
- Con cadenza annuale, entro il 30 settembre, il consiglio
provvede, in sessione straordinaria, a verificare l'attuazione
di tali linee, da parte del Sindaco e dei rispettivi assessori.
- Al termine del mandato politico amministrativo, il Sindaco
presenta all'organo consiliare il documento di rendicontazione
dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee
programmatiche. Detto documento è sottoposto all'approvazione
del consiglio, previo esame del grado di realizzazione
degli interventi previsti.
Art.
35
Consiglieri
- Dopo cinque assenze consecutive nelle adunanze consiliari,
il Sindaco invita il Consigliere Comunale al dovere della
partecipazione alle sedute nel rispetto del mandato amministrativo
ricevuto dagli elettori.
- Se il Consigliere rimane assente ancora per tre sedute
consecutive, il Consigliere Comunale è decaduto, fatto
salva giustificazione per accertati e documentati motivi
sanitari o connessi all'assistenza dovuta e insostituibile
di familiari.
- La decadenza è comunicata dal Sindaco al Consigliere
Comunale e al Consiglio Comunale, che provvede alla surroga.
La decadenza ha effetto dalla data di ricevimento della
comunicazione all'interessato.
Art.
36
Diritti e doveri dei consiglieri
- Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa
e di controllo del Consigliere Comunale, previsti dalla
legge, sono disciplinati dal Regolamento.
- Ogni Consigliere Comunale ha diritto di:
- esercitare l'iniziativa per tutti gli atti e provvedimenti
attribuiti alla competenza deliberativa del Consiglio
Comunale;
- presentare all'esame del Consiglio interrogazioni con
risposta scritta e mozioni con dibattito in Consiglio
Comunale;
- avere risposta entro trenta giorni, da parte del Sindaco
o da persona da lui delegata, alle interrogazioni e ad
ogni altra istanza di sindacato ispettivo prevista dal
Regolamento.
- Il Consigliere Comunale ha diritto ad un adeguato supporto
logistico, nonché di ottenere dagli uffici del comune
e dagli Enti o Aziende da esso dipendenti notizie ed informazioni,
atti e documenti, utili all'espletamento del proprio mandato
in esenzione di spesa. L'esercizio di tali diritti è disciplinato
da Regolamento.
- Sono esenti da responsabilità i Consiglieri che non
hanno preso parte alla votazione od abbiano espresso voto
contrario ad una proposta.
- Il Consigliere che per motivi personali, di parentela,
professionali o di altra natura, abbia interesse ad una
deliberazione deve assentarsi dall'adunanza per la durata
del dibattito e alla votazione sulla stessa richiedendo
che sia fatta constare a verbale.
- Per assicurare la massima trasparenza, a norma della
legge 5 luglio 1982, n. 441, i Consiglieri Comunali sono
tenuti a rendere pubblica la propria situazione patrimoniale.
- Ciascun Consigliere è tenuto ad eleggere un domicilio
nel territorio comunale, presso il quale gli potranno
essere notificati gli atti inerenti il suo mandato.
- Le modalità di esercizio dei diritti e doveri espressi
nei precedenti commi sono disciplinati dal Regolamento.
Art.
37
Regolamento del consiglio
- Il funzionamento dei consigli, nel quadro dei principi
stabiliti dallo statuto, è disciplinato dal regolamento,
approvato a maggioranza assoluta degli assegnati , che
prevede, in particolare, le modalità per la convocazione
e per la presentazione e la discussione delle proposte.
Il regolamento indica altresì il numero dei consiglieri
necessario per la validità delle sedute, prevedendo che
in ogni caso debba esservi la presenza di almeno la metà
dei consiglieri assegnati per legge all'ente, senza computare
a tale fine il sindaco.
Art.
38
Sessioni e convocazione
- L'attività del Consiglio si svolge in sessioni ordinarie,
straordinarie e straordinarie d'urgenza, così come individuate
dal Regolamento del Consiglio.
- Il Regolamento definisce altresì le procedure di convocazione
del Consiglio, di definizione dell'ordine del giorno e
le norme generali di funzionamento.
Art.
39
Votazioni
- Le votazioni sono palesi salvo quanto stabilito al comma
3 del presente articolo ed il loro esito è proclamato
dal sindaco con l'assistenza di scrutatori a norma di
regolamento.
- Le votazioni palesi avvengono per alzata di mano, per
alzata e seduta o per appello nominale.
- Fermi i casi disciplinati espressamente dalle leggi,
dallo Statuto e dal Regolamento, le votazioni su questioni
concernenti persone avvengono a scrutinio segreto.
- Ogni votazione, ad eccezione di quelle per appello nominale,
può avvenire mediante dispositivo elettronico idoneo ad
assicurare il rispetto dei requisiti stabiliti dallo Statuto.
- Gli assessori non consiglieri non hanno diritto di voto
perciò non si computano nel numero dei votanti, né per
il raggiungimento del "quorum" strutturale per la validità
della seduta.
Art.
40
Validità delle deliberazioni
- Le deliberazioni sono valide quando ottengono il voto
favorevole della maggioranza assoluta dei votanti, salve
speciali maggioranze sancite dalle leggi o dallo Statuto.
- Nelle votazioni palesi, i consiglieri che rimangono
in aula e non esprimono voto alcuno sono qualificati "astenuti"
e, conseguentemente, non si computano nel numero dei votanti
mentre si computano in quello necessario per la validità
della seduta. Eguale effetto ha l'esplicita dichiarazione
di astensione.
- Nelle votazioni a scrutinio segreto, le schede bianche
e quelle nulle si computano per determinare la maggioranza
dei votanti richiesta dalle leggi o dallo Statuto.
- Alle astensioni non può essere attribuito significato
alcuno né favorevole né contrario alla proposta in votazione.
Art.
41
Nomine
- Quando le leggi o lo Statuto non prevedano maggioranze
assolute o qualificate, nelle votazioni per l'elezione
di persone in seno ad organi interni od esterni al comune,
risultano eletti colui o coloro che abbiano raggiunto
il maggior numero di voti, purché non inferiore a tre,
sino a ricoprire i posti previsti.
- Qualora le leggi o lo Statuto prevedano la rappresentanza
delle minoranze e non siano prescritti sistemi particolari
di votazione e/o di "quorum" e, nella votazione, non sia
riuscito eletto alcun rappresentante della minoranza,
sono dichiarati eletti, con il voto limitato, il o i rappresentanti
della minoranza che abbiano ottenuto il maggior numero
di voti sino a ricoprire i posti previsti. In caso di
parità di voti viene dichiarato eletto il candidato più
anziano di età.
- Salvi casi particolari espressamente previsti da leggi
o dal Regolamento, le elezioni avvengono con le modalità
stabilite dal Regolamento stesso, sulla base di candidature
singole o di elenchi presentati al Consiglio, rispettivamente,
dalla maggioranza e dalla minoranza consiliare, intendendosi,
a tal fine, come maggioranza quella costituita dai consiglieri
che hanno contribuito, con il loro voto, a sostenere il
Sindaco ed il suo programma, inizialmente e nelle successive
fasi realizzative.
- Il Regolamento stabilisce in quali casi la presentazione
di candidature, singole o su base di lista, debba essere
accompagnata da un "curriculum" dei candidati, nonché
le modalità del dibattito relativo.
Sezione III
ATTIVITÀ DELIBERATIVE DEL CONSIGLIO
Art.
42
Competenze del Consiglio comunale
- Il Consiglio comunale, costituito in conformità alla
legge, ha autonomia organizzativa e funzionale, è l'organo
di indirizzo e di controllo ed ha competenze deliberative
limitatamente agli atti fondamentali indicati dalla legge.
- Il Consiglio, inoltre, ha competenza a deliberare in
ordine alla nomina di consiglieri in Commissioni consiliari
speciali o d'indagine, nonché alla nomina, designazione
e revoca, se espressamente previste dalla legge, dei propri
rappresentanti in seno ad organi di altri Enti, nonché
alla nomina di commissioni od organismi del comune, quando
esplicitamente previsto dalla legge.
Art.
43
Esame di fattibilità di piani e programmi generali e settoriali
- Ai piani generali ed ai piani settoriali da presentare
al Consiglio devono essere allegate una o più relazioni
tecniche, predisposte dai responsabili di settore o da
esperti, che illustrino la fattibilità dei piani stessi
in ordine agli obiettivi, alle risorse finanziarie previste
ed ai tempi necessari per la loro realizzazione.
Art.
44
Iniziativa delle proposte di deliberazione
- L'iniziativa delle proposte di deliberazione spetta
al Sindaco, alla Giunta comunale .
- Il bilancio annuale, il bilancio pluriennale, il conto
consuntivo, i piani generali ed i piani settoriali, sono
proposti al Consiglio comunale della Giunta.
- Le proposte di deliberazione di iniziativa dei consiglieri,
per essere discusse e votate dal Consiglio comunale, devono
essere presentate per iscritto dai titolari del diritto
di iniziativa e devono indicare i mezzi per fra fronte
alle spese eventualmente previste, nonché riportare, se
richiesti dal Sindaco , i pareri delle commissioni consiliari
competenti e, sempre e comunque quelli prescritti dalla
legge.
Art.
45
Votazione delle proposte e deliberazioni modificative di
altre precedenti
- Le proposte di deliberazioni sono votate nel complesso,
o per parti od articoli e nel complesso, secondo quanto
stabilito dal Regolamento.
- Le deliberazioni che importino revoca o modifiche di
provvedimenti esecutivi precedenti si hanno come non adottate
ove non citino espressamente il provvedimento revocato
o modificato.
- Il principio di cui al comma precedente si applica anche
alle deliberazioni degli altri organi collegiali del comune,
a tutti gli atti, anche degli organi individuali del comune
ed agli atti degli altri organismi esistenti nell'ambito
comunale .
Sezione IV
ATTIVITÀ DI INDIRIZZO E DI CONTROLLO DEL CONSIGLIO
Art.
46
Interrogazioni ed interpellanze
- Il Regolamento riserva apposite sedute o frazioni di
sedute alla discussione su domande d'attualità, interrogazioni
o interpellanze presentate dai consiglieri, dettandone
la disciplina relativa.
- Comunque il Sindaco o gli assessori da lui delegati
rispondono entro trenta giorni alle interrogazioni ed
alle altre istanze di sindacato ispettivo presentate dai
consiglieri.
- Il principio di cui al comma precedente si applica anche
alle deliberazioni degli altri organi collegiali del comune,
a tutti gli atti, anche degli organi individuali del comune
ed agli atti degli altri organismi esistenti nell'ambito
comunale .
Art.
47
Mozioni
- Almeno un quinto dei consiglieri possono presentare,
previa iscrizione all'ordine del giorno, mozioni tendenti
a provocare un giudizio sulla condotta e sull'azione del
Sindaco o della Giunta, oppure un voto circa i criteri
da seguire nella trattazione di un affare.
Art.
48
Ordini del giorno
- Nel corso di discussioni su proposte di deliberazione
iscritte all'ordine del giorno, ciascun consigliere può
presentare al voto del Consiglio ordini del giorno correlati
all'oggetto in trattazione, volti ad indirizzare l'azione
della Giunta o del Consiglio.
- Il Regolamento disciplina i tempi e le modalità di discussione
nei casi previsti dal presente articolo e dal precedente.
- Sulla proposta di ordine del giorno e su ogni posposta
di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio
che sia mero atto di indirizzo non è richiesto alcun parere
di regolarità tecnica, contabile e di legittimità.
Art.
49
Controllo sull'attività svolta dai rappresentati del comune
in altri Enti
- In occasione dell'esame del conto consuntivo, i rappresentanti
del comune presso Enti, Società, Istituzioni, presentano
tramite il Sindaco una relazione sull'attività svolta.
- Il Regolamento disciplina le modalità del dibattito
relativo.
Sezione V
RAPPORTI DEL CONSIGLIO CON IL SINDACO E LA GIUNTA
Art.
50
Mozione di sfiducia
- Il sindaco, e la giunta cessano dalla carica in caso
di approvazione di una mozione di sfiducia votata per
appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti
il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata
e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati,
senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in
discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta
giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata,
si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina
di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.
Art.
51
Dimissioni in costanza di presentazione di mozioni di sfiducia
- Le dimissioni del Sindaco in costanza di presentazione
di mozione di sfiducia comportano la decadenza della mozione
stessa.
Art.
52
Dimissioni e revoca degli assessori
- Le dimissioni degli assessori sono presentate per iscritto
al Sindaco che può respingerle od accettarle, informandone
il Consiglio nella prima seduta utile.
- Il Sindaco può sempre revocare uno o più assessori,
dandone motivata comunicazione al Consiglio Comunale contestualmente
alla nomina del nuovo o dei nuovi assessori.
- Non possono far parte della Giunta Comunale coloro che
abbiano tra loro o con il Sindaco rapporti di parentela
entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione
ed i coniugi.
Art.
53
Pari opportunità
- Il Sindaco all'atto della nomina degli Assessori comunali
si impegna a garantire la presenza di entrambi i sessi
nella composizione della Giunta Comunale, motivando l'assenza
nell'adozione del decreto di nomina.
- Nella costituzione delle commissioni e degli organismi
collegiali comunali è garantita la presenza di entrambi
i sessi, fatto salvo il caso di accertata impossibilità.
CAPO II
LA GIUNTA COMUNALE
Art.
54
Composizione
- La Giunta comunale è composta dal Sindaco e da QUATTRO
a SEI assessori nominati dal Sindaco, uno dei quali designato
come Vice Sindaco.
- Possono essere nominati fino ad un massimo di due assessori
non facenti parte del Consiglio purché in possesso dei
requisiti di eleggibilità alla carica di consigliere e
non ricadenti in alcuna delle cause di ineleggibilità
o di incompatibilità stabilite dalla legge. Il Vice Sindaco
deve sempre essere consigliere.
- Per la rimozione delle cause di incompatibilità si applicano
le norme stabilite dalla legge per i consiglieri comunali.
- Nell'ipotesi di cui al comma 2, non possono essere nominati
assessori, i cittadini che siano stati candidati nelle
elezioni per il Consiglio comunale per lo stesso mandato.
Art.
55
Vice Sindaco e Assessore anziano
- Il Sindaco designa un assessore che assume la qualifica
di Vice Sindaco, a sostituirlo in via generale in caso
di sua assenza o impedimento.
- In caso di assenza del Vice Sindaco, la sostituzione
del Sindaco viene effettuata da altro assessore, secondo
l'ordine e le modalità disposte da apposito decreto del
Sindaco stesso.
- In caso di assunzione delle funzioni vicarie da parte
di un Assessore non consigliere, la competenza di convocazione
e presidenza del Consiglio è assegnata al Consigliere
Anziano.
Art.
56
Competenze deliberative
- La Giunta collabora col Sindaco nell'amministrazione
del comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali.
- Spetta alla Giunta adottare tutti gli atti di amministrazione
che le leggi o lo Statuto non riservino al Consiglio,
al Sindaco, al Segretario, ai responsabili dei servizi.
- La Giunta, in particolare, nell'esercizio delle attribuzioni
di governo e delle funzioni organizzative:
a) autorizza il Sindaco a stare in giudizio come attore
o convenuto per conto dell'Amministrazione Comunale.
Art.
57
Validità delle sedute
- Le sedute della Giunta comunale sono valide con la presenza
della maggioranza dei componenti.
Art.
58
Ruolo della Giunta e relazione annuale
- La Giunta collabora con Sindaco nell'attuare gli indirizzi
generali del Consiglio.
- La Giunta svolge attività propositiva e d'impulso nei
confronti del Consiglio, cui riferisce circa il proprio
operato annualmente, in occasione della presentazione
del conto consuntivo.
IL SINDACO
Art.
59
Competenze del Sindaco e sua sostituzione
- Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione
del comune.
- Spetta al Sindaco:
a) rappresentare l'Ente;
b) convocare e presiedere il Consiglio e la Giunta;
c) sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli
uffici ;
d) nominare, designare e revocare, sulla base degli indirizzi
stabiliti dal Consiglio, i rappresentanti del comune presso
Enti, Aziende, Istituzioni;
e) nominare i responsabili degli uffici e dei servizi;
f) attribuire e definire gli incarichi di collaborazione
esterna con le modalità previste dalla legge dello Statuto
e dal regolamento di organizzazione.
g) nominare il Segretario comunale scegliendolo nell'apposito
albo;
h) coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi
espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri
eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli
esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi
pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente
competenti delle amministrazioni interessare, gli orari
di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati
nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento
dei servizi con le esigenze complessive e generali degli
utenti;
i) conferire e revocare al Segretario comunale, previa
deliberazione della Giunta Comunale, le funzioni di Direttore
Generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione
con altri comuni per la nomina del direttore.
Art.
60
Deleghe del Sindaco agli assessori quale capo dell'Amministrazione
- Il Sindaco conferisce specifiche deleghe agli assessori
nelle materie che le leggi o lo Statuto riservano alla
sua competenza.
- Agli assessori sono delegate funzioni di impulso e verifica
.
- Le deleghe sono conferite per settori organici di materie
.
- Delle deleghe, sottoscritte per accettazione dal delegato,
è data comunicazione al Consiglio, al Prefetto o ad altra
autorità competente.
Art.
61
Deleghe del Sindaco quale Ufficiale di Governo ad assessori
ed impiegati
- Il Sindaco può delegare ad assessori funzioni che egli
svolge quale Ufficiale di Governo, con atti che specifichino
puntualmente l'oggetto della delega. Tale facoltà non
può essere esercitata per le ordinanze contingibili ed
urgenti di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 38 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Resta fermo quanto stabilito
nel comma 6 del citato articolo 38 della legge 8 giugno
1990, n. 142.
- Ogni atto di delega, sottoscritto per accettazione,
dal delegato, è comunicato al Consiglio, al Prefetto o
ad altra autorità competente.
- Il Sindaco può delegare ad impiegati funzioni di Ufficiale
di Governo nei casi previsti dalla legge.
Art.
62
Efficacia delle deleghe
- Le deleghe di cui al presente capo conservano efficacia
sino alla loro revoca.
Art.
63
Ordinanze d'urgenza
- Le ordinanze adottate dal Sindaco quale Ufficiale del
Governo ai sensi dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 38 della
legge 8 giugno 1990, n. 142, hanno di norma forma scritta
e, nei casi in cui siano dirette a soggetto o soggetti
nominativamente individuati od individuabili, sono notificate
a mezzo dei messi comunali.
- Solo nel caso in cui l'urgenza sia tale da non consentire
indugio alcuno, si può ricorrere alla forma verbale a
mezzo di due messi o vigili urbani o dipendenti comunali
che, in tale eventualità, dovranno redigere verbale di
quanto comunicato., sottoscritto anche dall'interessato
per presa visione.
|
|
TITOLO III
ORGANIZZAZIONE E PERSONALE
Art.
64
Principi organizzativi
- La struttura organizzativa del comune è informata ai
seguenti principi:
a) organizzazione del lavoro per progetti, obiettivi e
programmi;
b) analisi ed individuazione delle produttività e dei
carichi di lavoro e del grado di efficacia dell'attività
svolta da ciascun elemento dell'apparato;
c) individuazione della responsabilità strettamente collegata
all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;
d) il superamento della separazione rigida delle competenze
nella divisione del lavoro ed il conseguimento della massima
flessibilità delle strutture del personale e della massima
collaborazione tra gli uffici.
Art.
65
Regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi
- Sulla base degli indirizzi formulati dal Consiglio,
la Giunta approva il complesso dei Regolamenti sull'ordinamento
degli uffici e dei servizi.
- I Regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi
stabiliscono in particolare le norme di accesso all'ufficio
di dipendente comunale, le norme generali per l'organizzazione
ed il funzionamento degli uffici e, in particolare, le
attribuzioni e le responsabilità dei soggetti che esercitano
funzioni di direzione, i rapporti reciproci tra uffici
e servizi e tra questi, il Segretario comunale, il direttore
generale (se nominato) e gli organi amministrativi.
- I regolamenti si uniformano al principio secondo cui
agli organi di governo è attribuita la funzione politica
di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire
in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa
in ciascun settore e di verificarne il conseguimento;
al direttore ed ai funzionari responsabili spetta, ai
fini del perseguimento degli obbiettivi assegnati, il
compito di definire, congruamente con i fini istituzionali,
gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa,
tecnica e contabile secondo principi di professionalità
e responsabilità.
Art.
66
Personale comunale
- I dipendenti sono inseriti nell'organico del comune
attraverso contratti individuali di lavoro.
- Lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale
sono disciplinati dalla legge e dagli accordi collettivi
nazionali di lavoro.
- Il comune promuove e realizza il miglioramento delle
prestazioni del personale attraverso l'adeguamento dei
mezzi, la formazione e l'aggiornamento professionale.
- Il comune garantisce l'effettivo esercizio dei diritti
sindacali del proprio personale.
Art.
67
Atti dei responsabili di unità organizzative di massima
dimensione
- I soggetti preposti alla direzione delle unità organizzative
rispondono all'attuazione degli obiettivi individuati
dagli organi elettivi del comune e dei programmi da essi
approvati.
- Spetta ai responsabili dei servizi organizzare e dirigere
l'attività del personale addetto alle unità operative
che da essi dipendono, secondo i criteri stabiliti nel
Regolamento di organizzazione.
- Nei limiti di legge e con le modalità previste dal regolamento,
la copertura di posti di alta specializzazione, può avvenire
mediante la stipula di contratti a tempo determinato di
diritto pubblico o, eccezionalmente e con delibera motivata,
di diritto privato.
- L'assunzione di personale dirigenziale o di alta specializzazione,
nei limiti di legge e con i criteri previsti dal regolamento,
può avvenire anche al di fuori della previsione della
dotazione organica. I contratti di cui al presente comma
non possono avere durata superiore al mandato del Sindaco.
Art.
68
Funzioni del Segretario
- Il comune ha un Segretario titolare .
- Il Segretario comunale è nominato dal Sindaco da cui
dipende funzionalmente ed è scelto tra gli iscritti all'apposito
albo.
- Il Consiglio comunale può approvare la stipulazione
di convenzioni con altri comuni per la gestione associata
dell'ufficio del segretario comunale.
- Lo stato giuridico ed il trattamento economico del segretario
Comunale sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione
collettiva.
- Il Segretario comunale svolge compiti di collaborazione
e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei
confronti del Consiglio, del Sindaco, della Giunta e dei
responsabili dei servizi in ordine alla conformità dell'azione
amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti.
- Esercita inoltre tutte le altre funzioni attribuitegli
dalla legge e dai regolamenti nonché quelle conferitegli
dal Sindaco.
TITOLO IV
LA GESTIONE DEI SERVIZI
Art.
69
Modalità di gestione
- Il comune di Podenzano gestisce i servizi pubblici secondo
le forme previste dall'articolo 22 della legge 8 giugno
1990, n. 142.
- I criteri per la concreta scelta tra le varie formule
gestionali sono ispirati a valutazioni di ordine tecnico,
economico e di utilità sociale.
- Nella relazione annuale che la Giunta presenta al Consiglio
è compreso un rapporto sullo stato dei servizi per evidenziare
i risultati conseguiti in termini di costi, di qualità
e di grado di soddisfazione degli utenti.
Art.
70
Azienda speciale
- L'Azienda speciale è un ente strumentale del comune
dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale
e di proprio Statuto approvato dal Consiglio comunale.
- Gli amministratori dell'Azienda speciale sono nominati
dal Sindaco. Il Regolamento indica i requisiti che devono
possedere i membri del Consiglio di amministrazione. Il
Consiglio di Amministrazione ed il Presidente durano in
carica quanto il Consiglio comunale.
- I bilanci, i programmi generali e il conto consuntivo
delle Aziende sono approvati dal Consiglio comunale.
Art.
71
L'Istituzione
- Le Istituzioni sono organismi strumentali del comune
dotati di autonomia gestionale.
- La deliberazione istitutiva indica l'oggetto, la finalità,
i rapporti con gli organi del comune, i criteri per il
finanziamento delle attività, la dotazione di capitale,
il personale di cui avvalersi e tutti gli altri elementi
indispensabili per garantire l'autonomia gestionale.
- Sono organi delle Istituzioni il Consiglio di amministrazione,
il Presidente ed il Direttore. Il Regolamento indica i
requisiti che devono possedere i membri del Consiglio
di amministrazione. Il Direttore è nominato dal Sindaco
per un periodo di tempo determinato da fissarsi nel massimo
con norma regolamentare.
- Il Regolamento dell'Istituzione approvato dal Consiglio
comunale individua norme per la organizzazione dell'Istituzione,
le modalità di erogazione delle prestazioni, le modalità
di controllo della gestione, le specifiche competenze
del Direttore.
- Il Regolamento dell'Istituzione si ispira a criteri
di autonomia della gestione, di qualità dei servizi, di
efficienza nella erogazione delle prestazioni, di soddisfazione
degli utenti.
- Il bilancio annuale e pluriennale, il conto consuntivo,
i programmi generali e settoriali sono approvati dal Consiglio
comunale.
Art.
72
Convenzioni
- Le Convenzioni con altri Enti locali pe
| |