Orme - Settant'anni fa le donne italiane ottenevano il diritto di voto

Spettacolo realizzato dal Gruppo teatrale "Le Stagnotte"

Orme - Spettacolo teatrale

24 novembre – ore 21:00

presso Teatro Don Bosco "ORME"

Percorso di approfondimento sul cammino fatto dalle donne in Italia per ottenere il diritto di voto. Ricordare il 60° anno di questo diritto non è solo un fatto di memoria, ma una presa di coscienza dell'essere donna, un percorso critico, ironico e provocatorio ... un passaggio, una conquista, una consapevolezza.

Orme, come tracce, come segni che ciascuna donna, che ciascuno di noi, lascia del suo passaggio.

 

Interpreti: Lara Fulgosi, Paola Guerra, Marisa Sogni, Tania Minichelli, Giovanna Proia, Daniela Montuoro, Miriam Stefanoni, Manuela Schiavi, Anna e Luisa Guida.
Voce: Guido Venturati
Regia: Sara Marenghi e Cristina Spelta.

Rassegna Stampa
di Nadia Plucani

PODENZANO – Sessant'anni fa, dopo decenni di lotte, le italiane ottenevano il suffragio, vedendosi così finalmente riconosciuto un diritto al quale le donne, tutte le donne, in ogni parte del mondo, non intendono rinunciare. Era il 2 giugno 1946.Tutta l'Italia era chiamata al voto per scegliere tra monarchia e Repubblica. Al teatro “Don Bosco” di Podenzano il gruppopiacentino “Le Stagnotte” ha portato in scena “Orme”, uno spettacolo in cui sono emerse tutte le aspettative, i timori, le emozioni di tutte le donne nei giorni precedenti il grande evento.

Uno spettacolo ideato da Sara Marenghi e Cristina Spelta, registe e fondatrici della compagnia teatrale, in cui le dieci protagoniste, ciascuna con un breve monologo da loro stesse scritto dopo ricerche e testimonianze delle donne piacentine a loro vicine, hanno parlato di un diritto che oggi sembra scontato ma che più di ogni altro ci fa riflettere sulle condizioni di vita e sull’importanza sociale della donna. “Ricordare questo diritto nella giornata mondiale contro la violenza alle donne – ha introdotto l'assessore alla cultura del Comune di Podenzano, Fiorenzo Piccioli Cappelli - non è solo un fatto di memoria, ma una presa di coscienza che comunque la strada per dare alle donne la completa dignità è ancora lunga”.

In una casa di campagna nel 1946, a pochi giorni dal voto, diverse donne sono impegnate nel proprio lavoro quotidiano. Ciascuna di esse ha espresso un sentimento, un compito, un atteggiamento, i sacrifici egli impedimenti che sono stati messi in atto prima di giungere a quello che oggi si considera qualcosa di dovuto. Con un sottofondo di musiche anni ‘40 ci hanno fatto conoscere la loro storia, ma ancora di più la storia del nostro paese.

Orme, quindi, come tracce, come segni che ciascuna donna, che ciascuno di noi, lascia del suo passaggio. “Domani quando mi sveglio – ha recitato una delle protagoniste – farò ancora la serva”, ma quello che conta è aver potuto esercitare il proprio diritto di voto per dare il proprio contributo ad un radicale cambiamento, per 'una questione di riscatto sociale' dopo anni in cui “la donna - come aveva detto Mussolini in un'intervista ad un quotidiano inglese nel 1922, doveva solo obbedire”.