| L'economia
Podenzano sta vivendo momenti di grande
rivoluzione nel settore dello Sviluppo Economico, in quello
dell'Urbanistica Commerciale e questo emerge chiaramente
da un'analisi della situazione eseguita dal Servizio.
Le attività commerciali e terziarie oggi contribuiscono
non meno di quelle industriali a modellare il paesaggio
e la vita quotidiana; esse hanno saputo rapidamente cambiare,
adeguandosi, in questi ultimi due anni, alle esigenze dei
consumatori.
La nostra piccola e media distribuzione, ha
saputo tener testa alla grande distribuzione, organizzandosi
e introducendo nuove e più moderne strutture, spesso
informatizzate, sviluppando un continuo rinnovamento degli
spazi espositivi e di vendita.
Per gli aspetti statistici, lo spunto emerge
chiaramente dai dati rilevati con l'8° Censimento Generale
dell'Industria e dei Servizi, le cui operazioni per Podenzano
si sono concluse in data 20 gennaio 2002, con i seguenti
risultati:
- n. 506 attività già conosciute
(ad esempio nel 1990 le attività rilevate risultavano
essere 247)
- n. 211 nuove attività rilevate;
- n. 11 attività presenti sul territorio ma non
presidiate;
- n. 60 attività cessate;
- n. 43 attività trasferite (sia sul territorio
- sia in altri comuni);
con un totale di n. 2863 addetti all'industria - n. 210
addetti al commercio -
n. 828 addetti ad altri servizi e n. 179 addetti ad istituzioni.
Grafico
settori economici prevalenti
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Un po' di storia
Podenzano nel corso dei secoli ha sempre goduto di notevoli vantaggi grazie alla sua posizione geografica; si trova infatti nella pianura compresa tra i fiumi Trebbia e Nure – che ne segna il confine est con San Giorgio p.no - ed è raggiungibile da Piacenza tramite la S.P. n. 654R “della Val Nure”. Fu abitato e fondato da popoli delle civiltà “terremare” che costruivano i loro villaggi su palafitte circondate da fossi e argini. Limite dell’espansione etrusca e dei territori occupati dai Liguri, nel IV sec. A.C. fu occupato dai Galli. Nel 218 a.C. con la fondazione da parte dei Romani di Piacenza e Cremona fu confine della Repubblica Romana contro le incursioni dei Galli. In seguito Podenzano, vide la presenza dei Malaspina che, nel 1153, edificarono il castello oggi perfettamente conservato e sede del Municipio. Successivamente il feudo passo’ agli Anguisola ai quali Re Ludovico XII nel 1511 conferì al Conte Giovanni Anguissola la giurisdizione ed i privilegi sulle terre del Feudo Podenzano che la famiglia Anguissola mantenne sino alla fine del ‘700. Sulla scena internazionale si affacciava allora Napoleone quando i Francesi arrivarono a Piacenza, nel 1796, e divisero la Provincia di Piacenza in tre Circondari: Circondario di Bobbio, quello di S. Donnino e il Circondario di Piacenza con 200 comuni, comprendente anche Podenzano. Nel 1814, con il tramonto di Napoleone dopo diciotto anni di regno, con l’incalzare delle truppe austriache i Francesi lasciarono i territori piacentini e successivamente anche a Podenzano alcuni scaglioni di truppe austriache si notarono perrappresaglie ingiustificate a Turro e a S. Polo. Alla fine del 1847, morta Maria Luigia d’Austria, i Borboni si trasferirono a Parma e Podenzano, primo fra i Comuni d’Italia, nel 1848 votò l’annessione al Regno Sabaudo. Si arrivò all’unità d’Italia e qualche anno dopo, Podenzano visse un periodo di “terremoto finanziario” dovuto ad un massiccio impiego di capitali nell’agricoltura da parte della borghesia e dei grandi proprietari fondiari; questa fu la causa di un certo ritardo nell’avvio del processo di industrializzazione. Il novecento anche a Podenzano, fu caratterizzato dagli eventi tragici delle due grandi guerre e dallo sviluppo di un’economia del Comune, tradizionalmente legata ad agricoltura ed allevamento, affiancata dalla nascita di importanti realtà industriali nel settore alimentare e meccanico, e da attività commerciali e terziarie. Lo sviluppo di questi settori fanno oggi di Podenzano il quarto Comune della Provincia dopo Fiorenzuola, Castel San Giovanni e Rottofreno.
Testimonianza del passato:
- Il Petrolio a Podenzano: nel 1924 la “Società Ballerini & C.” iniziò i lavori di ricerca in Loc. Ca’ dei Gatti (oggi Case Gatti), concluse un contratto con l’AGIP e l’estrazione petrolifera durò dal 1929 al 1953;
- Il Castello: nessun documento indica la data certa di fondazione che tuttavia sembra risalire al Medioevo ( prima documentazione disponibile del 1152) ;
- L’Oratorio di S. Giacomo: si trova in Loc. Caselle eretto tra il XII e XIII sec.;
- La Chiesa di S. Germano: l’origine è del 450 d.C. completamente ricostruita a partire dal 1932;
- Il Torrazzo: costruzione originale del XVI sec.
- Da ricordare poi i Castelli di Altoè, Gariga (Castello della Maggia) e S. Polo.
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Da vedere - Podenzano e dintorni...
Il centro storico di Podenzano si trova a sinistra della S.P. n. 654R della Val Nure, arrivando da Piacenza. Girando in Via Monte Grappa si visita il Castello, oggi sede del Municipio. Il primo documento a noi giunto in cui si cita la fortezza, risale al 1152, quando apparteneva al marchese Alberto Malaspina, in seguito cacciato dai guelfi piacentini.
Si tratta di una struttura in sasso notevolmente rimaneggiata, in particolare al suo interno; la pianta rettangolare presenta due torri quadrate sul lato ovest, tra le quali era posto il ponte levatoio, e due torri cilindriche sul lato est. I muri fortemente scarpati in origine erano circondati da fossato, colmato nel 1900 per ottenere un giardino. La merlatura, benché murata, è ancora riconoscibile sulle cortine.
Nel 1466 gli Anguissola acquistarono la fortezza e, nel secolo successivo, ne commissionarono la ristrutturazione all’architetto piacentino Alessandro Bolzoni.
Superando Piazza Italia, si imbocca Via Marconi, dove si visita la chiesa di San Germano, consacrata nel 1940 ed edificata su disegno dell’architetto parmense C. Uccelli. La bella struttura è in stile romanico con elementi bizantineggianti, ed ha pianta a croce greca; l’interno fu affrescato da Ricchetti (da vedere la Via Crucis), mentre alcune sculture, tra cui il Sacrificio di Isacco, sono opera di Paolo Perotti. Il campanile risale invece ai secoli IX-X.
Torniamo sulla 654 in direzione Bettola: una deviazione sulla destra (Via Piatti) ci conduce in località Caselle, dove si trova l’Oratorio di San Giacomo, in fase di restauro; il tempio, considerato di grande valore artistico, fu costruito tra i secoli XI e XII e presenta abside e pianta romanica, e campanile barocco; fu cappella gentilizia della famiglia Arisi.
I DINTORNI
Gariga si trova lungo la S.P. n. 654R, prima di Podenzano.
Il suo Castello denominato Castello della Maggia fu proprietà di Filippino Confalonieri, che nel 1386 lo vendette a Sebastiano e Guglielmo Landi. Dopo cinque anni fu acquistato da Antonio Balestrazzi da Cornazzano, Capitano dei Visconti. Nel Settecento ne furono proprietari i marchesi Maggi (dalla marchesa Teresa Maggi prese il nomignolo di “castello della Maggia”), poi i Marzoli e quindi gli Arcelli. Nei secoli, la fortezza a pianta quadrata fu trasformata in una dimora signorile, in particolare sui lati sud ed est, dove si trova la torre dotata un tempo di ponte levatoio. Il cortile è ingentilito da un loggiato, e ai piani superiori si conservano i soffitti a cassettoni delle sale.
Presso Gariga, una deviazione a sinistra della statale conduce a Turro, dove si visita la chiesa di San Savino Vescovo: l’abside risale al XIII secolo e testimonia la presenza dei Benedettini in epoca medievale. Il tempio è documentato a partire dal 1172, anche se l’attuale edificio è seicentesco.
Da Turro si prosegue per San Polo, frazione posta sulla provinciale n° 6 Piacenza/Carpaneto.
Nel 1386, il Castello della frazione apparteneva a Guglielmo Landi (già proprietario della fortezza di Gariga), ma nel 1420 fu acquistato da Pietro Anguissola.
Come il castello di Podenzano, presenta torri cilindriche sul lato est, mentre a nord-ovest svetta una torre quadrata; oggi questa struttura in sasso e mattoni è utilizzata come corte agricola.
La chiesa di San Paolo apostolo fu ristrutturata radicalmente nel XIX secolo, ma il tempio primitivo era molto antico, ed è citato come plebana in un documento del 1333; il campanile risale al Cinquecento. All’interno si ammirano un dipinto seicentesco (Conversione di San Paolo, nell’abside), uno cinquecentesco (Madonna e Santi) e una Sacra Famiglia di Paolo Bozzini (1852).
A Podenzano, lungo la S.P. n. 654R, una strada sulla destra porta alla statale 45, passando accanto a Verano: la chiesa della frazione, dedicata a Santo Stefano protomartire, è stata eretta nel 1966 sul tempio cinquecentesco, di cui resta il campanile; al suo interno sono custodite una Madonna lignea e un San Giovanni Battista attribuiti a Jan Geernaert. L’altra chiesa di Verano è stata affrescata dal pittore piacentino Luciano Ricchetti.
Superato l’abitato di Podenzano, in direzione Bettola, si gira a sinistra verso Altoè, la romana Octavum. Si è già detto che il Castello esisteva nel 1014, data del primo documento a noi giunto. Nel 1385 la fortezza era di proprietà dei Salimbene e, nel 1440, Filippo Maria Visconti donò il feudo al suo condottiero Niccolò Piccinino; nel 1576 Luigi Gonzaga lo vendette a Ferrante Anguissola.
L’edificio è in sasso e mattone ed è caratterizzato da una bella torre con merlatura a coda di rondine e da finestre ogivali; il ponte levatoio si trovava sul lato sud-est.
La chiesa della frazione è intitolata a San Martino vescovo, e fu commissionata nel Settecento dal conte Ferrante in sostituzione del primitivo tempio ormai pericolante, documentato nel 1391. Nella controfacciata della chiesa campeggia la Santa al Martirio, dipinta tra il XVII e il XVIII secolo da G. E. Draghi.
Prima di Grazzano Visconti, lungo la S.P. n. 654R, c’è Maiano, dove si visita una chiesetta romanica con pronao risalente al secolo XI. Il tempio è dedicato ai Santi Ippolito -carceriere di San Lorenzo che si convertì e fu a sua volta martirizzato - e Cassiano, vescovo di Todi nel IV secolo. Nel medioevo fu utilizzato anche come rifugio per i pellegrini: il coltello e la ciotola di terracotta posti nella torre campanaria sono un’esplicita indicazione della sua funzione di ricovero e sostegno per i Romei. La chiesa è a navata unica e gli archi a tutto sesto sono sorretti da un semplice colonnato; il marmoreo altare maggiore trova sede nell’abside primitiva, mentre un altare laterale conserva un affresco trecentesco oggetto di grande devozione: la Madonna delle Grazie col Bambino. Le statue sono opera di Vittore Callegari.
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